Il Solco

Il Solco

 

Il Solco

Agli inizi di settembre a Castel Morrone, inizia il fermento, due o più gruppi di persone, si mettono insieme, per partecipare ad una avventura che si perpetua negli anni, terminando dopo alcuni giorni di lavoro massacrante, nella gioia di pochi e la delusione e la rabbia di tanti. La devozione alla Madonna del Castello, e la felicità di stare insieme, in sintonia con alcuni amici, la partecipazione, anche di mogli che si improvvisano vivandiere, sono le molle che mettono in moto una gara che appassiona tutti a Castel Morrone, anche tutti coloro che non partecipano attivamente: La gara del solco.

Non vi sono premi consistenti per i vincitori, un labaro che deve essere riconsegnato l’anno seguente, ed un rimborso spese uguale per tutte le squadre partecipanti, non possono giustificare la passione anche di coloro che magari rientrano a Morrone da città lontane per potervi partecipare, e vi assicuro che il lavoro è massacrante! Tracciare un solco a terra e portarlo avanti per chilometri e chilometri, lasciandolo quando si è in presenza di un albero, una casa, un bosco che gli si para davanti e riprendere a tracciare subito dopo l’ostacolo, cercando di non perdere la linea retta che conduce ai piedi della collina della Misericordia, non è facile ma tantè, “Addò ce guste, nun c’è perdenze”!

Come è nata questa tradizione che non è solo di Morrone, ma che viene fatta anche i tanti altri paesi, seppure con modalità diverse?

Partiamo da lontano, e precisamente dalle guerre che opposero i Romani ai Sanniti che abitavano le nostre terre.

I romani dopo alcune battaglie, sconfissero i Sanniti e occuparono Saticola, città opulenta appartenente ai Sanniti. Cosa facevano i Romani quando sconfiggevano i nemici, e non volevano che la città si risollevasse e facesse un altro esercito per combattere quello Romano? Facevano le centurie, cosa erano? La distribuzione fra i soldati veterani, che avevano combattuto e vinto per la gloria di Roma, delle terre sottratte ai vinti! ottima soluzione da utilizzare come buonuscita a coloro che avevano combattuto per tanti anni, rischiando la vita per la propria città, magari potesse farlo anche Marchionne con gli operai di Termini Imerese messi in cassa integrazione, vale a dire in prelicenziamento! Ma lo scopo finale, non era solo questo!

Immaginatevi che in una città sconfitta, si trapiantassero centinaia di veterani romani ai quali venivano date con le terre, il necessario per vivere e mettere su famiglia. Mettiamo che il senato della città, volesse iniziare a fare un esercito per attaccare Roma, pensate che quegli ex soldati romani che ormai vivevano nella città con le loro famiglie, ai quali erano state donate le terre dal senato di Roma, se ne sarebbero stati con le mano in mano, o avrebbero con entusiasmo condiviso l’odio per la città per la quale avevano combattuto per tanti anni?  Questi guerrieri di cui parliamo, erano Romani fin nel midollo, fieri di esserlo, anche se trapiantati a Pollena Trocchia, o a Busto Arsizio, e mai e poi mai avrebbero consentito, che si sollevassero le armi contro la città eterna! E per prima cosa avrebbero fatto quello che ritenevano il loro dovere: informare il senato di Roma della volontà di sollevazione!  credo che poche volte sia successo!

Questo è uno dei successi dell’ascesa di Roma, arrivata a dominare il mondo conosciuto.

Poi le mollezze dovute alla ricchezza, hanno piano piano, fatto rovinare tutto quello che nei secoli era stato costruito con tanto sangue, intelligenza, e capacità,

ma questo è un discorso che tutti hanno potuto apprendere  sui banchi di scuola, e lo lasciamo qui.

Come venivano effettuate le centurie? Si tracciavano dei solchi nel terreno, con un paio di buoi per dividere le proprietà che venivano attribuite ai veterani di Roma, ovviamente questa operazione, doveva essere effettuata in continuazione per evitare che potessero sorgere questioni sui confini delle proprie terre, quanto spesso? Diciamo una volta all’anno? Con il passare del tempo, questa azione, ha incominciato a perdere il carattere che aveva di evitare guai, perché ormai i confini si conoscevano a memoria, ma si è continuato a tracciare i solchi senza manco sapere perché, solo perché prima cosi si faceva, e qualcuno ha pensato bene di dedicare queste tracciature a qualche Dea pagana, in onore della quale si compieva una volta all’anno, sempre nello stesso giorno, il solco di devozione.

Arrivato il Cristianesimo, non si è smesso! Si è solo cambiato il destinatario! Prima si tracciavano i solchi in onore della Dea Cerere o magari Minerva? Successivamente  ci si faceva un tarallo enorme, per fare un omaggio alla Madonna! Non è un caso isolato, tante chiese sono state edificate la dove prima esisteva un tempio pagano! Non erano fessi gli antichi, che sceglievano sempre un ottimo posto per costruire i loro templi, e non erano schizzinosi i Cristiani, perché non rifiutavano, di edificare le loro chiese, la dove già vi era un tempio, e anzi, utilizzavano parte delle pietre scolpite esistenti,  per  abbellire le loro chiese, oltre ad utilizzare,” préte, zavorre e mazzacane”, per riempirne le fondamenta. Ovviamente non ne venivano tracciati più nove o dieci quanti erano i proprietari originali della centuriazione, ma sempre di meno fino ad arrivare ai giorni nostri, che se ne tracciano solo due, ed è grasso che cola se si arriva a tre.

Questo ha determinato anche un’altra cosa: la nascita delle frazioni! Ovviamente i proprietari della fetta di terreno centuriata, si costruivano una casa sulla propria proprietà, e cosi facevano anche i figli, i nipoti ed i loro discendenti, creando dei nuclei di abitazioni l’una vicina all’altra, e contemporaneamente lontane dalle abitazioni degli altri proprietari, con i quali non si era sempre in sintonia. Ricordo ancora nella mia fanciullezza che ogni tanto facevamo delle “petriate” contro i ragazzi di un’altra frazione! Sia a mano che con le “cioncole” più pericolose per i nostri compagni per l’ imperizia nel manovrarle, che per gli avversari! La fortuna voleva, che avessimo tutti una pessima mira! Raramente qualcuno veniva colpito, perché ci tenevamo tutti a debita distanza dai “nemici”.

Ormai è tutto sparito, non esiste più questa intolleranza verso quelli delle altre frazioni, ma…..provate ad organizzare un torneo interfrazionale di calcio, o anche di bocce, oppure di briscola e scopa, e vedrete che il più delle volte ci vuole la presenza dell’ambulanza!.

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