La battaglia del Volturno

La battaglia del Volturno

LA BATTAGLIA DEL VOLTURNO

 

Primo ottobre 1860, Garibaldi ha schierato i suoi uomini da Sant’Angelo in Formis ai Ponti della Valle, dall’altra parte del fiume vi sono i soldati borbonici del generale Ritucci. Il piano di battaglia dei borbonici era semplice, impegnare alle ali, quindi Sant’Angelo e  Valle di Maddaloni i Garibaldini, e poi mandare una forza militare al centro dello schieramento, vale a dire a Caserta, dove probabilmente non avrebbero trovato molta resistenza, e da li prendere alle spalle gli avversari accerchiandoli senza dare loro scampo e vincere la battaglia. L’idea era ottima, ma l’esecuzione fu pessima!

I borbonici attaccarono con alterne fortune le ali, , Garibaldi che si trovava con le riserve a Caserta, dovette intervenire ai ponti della valle per dare man forte ai suoi che si trovavano a mal partito, lasciando sguarnita Caserta ed il centro dello schieramento.

Nel frattempo, un esercito borbonico, guidato da Ruiz de Ballestreros, raggiungeva Limatola. La strada per Caserta e per la vittoria, era spianata, non dovevano fare altro che arrivare a Caserta attraverso Castel Morrone, e da li attaccare alle spalle Garibaldi ai ponti della valle. Ma come si usa dire, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: Ruiz si ferma a Limatola con l’artiglieria, e manda 5000 uomini a Caserta, guidati dal maggiore Nicoletti.

Arrivati a Morrone, i borbonici trovarono trecento garibaldini che da Monte Castello, proteggevano la strada per Caserta, Nicoletti, decise di spazzar via quei pochi garibaldini, fidando sul numero dei soldati che aveva a disposizione, ricordiamoci che erano 5000, pensando che i garibaldini guidati dal capitano Bronzetti, che era stato appena promosso maggiore, attaccati da un numero preponderante di nemici, si sarebbero arresi in poco tempo. Ma Nicoletti, aveva fatto i conti senza l’oste, perché non aveva previsto che il maggiore Bronzetti, che comandava i trecento Garibaldini, avrebbe opposto una strenua resistenza, forte della promessa fatta al generale Garibaldi, che avrebbe difeso fino alla morte la postazione assegnatagli, e non avrebbe fatto passare il nemico.

La battaglia, iniziata al mattino, prosegui per l’intera giornata! I borbonici avanzavano dal Torone e da Balzi, verso la sommità di Monte Castello, mentre i garibaldini posizionati su Monte Castello, resistevano eroicamente, senza pensare che ognuno di loro, aveva di fronte un numero enorme di nemici, la proporzione era di sedici borbonici per ogni garibaldino!

Bronzetti ad un certo momento, radunò gli uomini validi e li mandò, guidati dal suo comandante in seconda, il capitano Mirri, ad un assalto alla baionetta.

Lui sapeva benissimo che non poteva vincere, ma il suo intento era quello di guadagnare tempo, più tempo riusciva a tenere impegnati i borbonici, e maggiori erano le possibilità di vittoria di Garibaldi.

I soldati guidati dal capitano Mirri, attaccarono alla baionetta i borbonici, che mai si sarebbero aspettato una mossa del genere! E riuscirono anche a penetrare nello schieramento nemico, il capitano Mirri, a questo punto intelligentemente, si rese conto che, se proseguiva, si sarebbe in breve ritrovato al centro dello schieramento borbonico, circondato da ogni lato, e finita la sorpresa causata dall’attacco improvviso, sarebbero stati fatti a pezzi tutti quanti, quindi ordinò la ritirata, che avvenne con molto ordine e poche perdite.

Nel frattempo le scarse munizioni che avevano i garibaldini erano finite, non vi era più niente da fare, non avendo più proiettili, cominciarono a lanciare sui nemici le pietre, che abbondavano su Monte Castello, la cosa andò avanti ancora per un poco, ma le pietre facevano meno paura delle schioppettate, ed in breve i borbonici si ritrovarono sulla sommità di Monte castello. A questo punto, per evitare di far massacrare i suoi uomini, Bronzetti ordinò la resa.

Ma Bronzetti morì! Come fu possibile se si erano arresi? Qui vi è una leggenda che vuole Bronzetti davanti alla chiesa che sguainata la spada pronunziò la frase “Morto si, prigioniero no!” e furono le sue ultime parole, perché fu sparato. In effetti, pare che le cose non siano andate proprio cosi, nella concitazione avvenuta dopo la dichiarazione di resa, qualcuno non aveva capito bene, Bronzetti si senti minacciato,  e sguainò la spada! Un soldato borbonico, vistolo con la spada in mano, gli sparò un colpo che lo spinse sui libri di storia.

Questa e la storia, la resistenza dei garibaldini che tennero bloccati Nicoletti e i suoi uomini a Castel Morrone fino al pomeriggio, effettivamente permise a Garibaldi di vincere la battaglia del Volturno, che in pratica mise fino al regno delle due sicilie, anche se la resa borbonica avvenne tempo dopo con la caduta di Gaeta, ma facciamo delle considerazioni: fece bene Bronzetti a posizionarsi su Monte Castello, dovendo difendere la strada per Caserta? Nicoletti vide giusto quando decise di stroncare prima la resistenza dei pochi garibaldini asserragliati su Monte Castello, prima di proseguire  per Caserta? Fu una mossa intelligente quella di Ruiz de Ballestreros, di fermarsi a Limatola con i cannoni, invece di proseguire anche lui verso Caserta? Per me, la risposta, è un triplice no! Per andare a Caserta da limatola, si passa attraverso la valle di Morrone, Monte Castello non rappresenterebbe un problema, chi viene da Limatola, non se lo troverebbe davanti, ma di lato, e considerando la gittata dei fucili dell’epoca, sparando dalla loro posizione verso un esercito che attraversa la vallata di Morrone, non gli avrebbe procurato maggior danno di una spina o dell’ortica! La posizione ideale, sarebbe stata quella sul Monte Virgo, meno protetta di Monte Castello, ma effettivamente sulla via per Caserta! Nicoletti, in considerazione di quanto esposto sopra, avrebbe anche potuto distaccare un battaglione di soldati per attaccare Bronzetti, o per tenerlo impegnato, e proseguire per Caserta, rispettando gli ordini ricevuti, la battaglia del Volturno avrebbe avuto un altro esito, e forse anche la spedizione dei Mille! Ruiz se avesse proseguito, con pochi colpi di artiglieria, avrebbe fatto a pezzi Bronzetti e i suoi uomini asserragliati su monte Castello senza subire perdite!

Ma forse è stato meglio così, altrimenti non avremmo più il santuario della Madonna del castello che sarebbe stato distrutto a cannonate, e probabilmente non avremmo avuto l’unità d’Italia, o almeno sarebbe stata rimandata.

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