La campana di San Felice

 

                     La campana di San Felice

 

C’era una volta, tanti anni fa, troppi per i miei gusti, un giovane, che tutte le sere, dopo cena, “catapère catapère”, se ne andava dalla frazione Balzi ove abitava,  alla frazione Casale sempre di Castel Morrone, per farsi una partita al circolo, situato allora nei pressi della chiesa, in effetti poco più di un chilometro.

Una sera, nel ritrovo di questi signori, la conversazione fu dedicata per quasi tutto il tempo, agli spiriti, chiamiamoli anche fantasmi, che spaventavano i passanti sull’attuale via Di Salvatore, altrimenti chiamata “n’copp e Cierque” all’altezza della cabina elettrica, dove i terreni dall’altra parte della strada, si chiamano “Santu Felice”, con qualcuno che preso da paura, aveva perso anche la parola per un certo tempo. Era precisamente sulla strada del ritorno che il giovanotto in questione, doveva fare per tornare a casa. Verso mezzanotte, mi avviai verso casa (tanto l’avete capito tutti a chi mi riferivo quando parlavo di un giovanotto), arrivato all’altezza di via Di Salvatore, fatta la piccola salita dopo la casa di un noto ginecologo, proprio al culmine di questo piccolo strappo venendo dall’Annunziata, prima che iniziasse la discesa che porta a Balzi, al centro della strada illuminato da un lampione, vi era un piccolo cumulo di pietre sormontato da una croce! La bizzarria di quel segno di sovrannaturale, inizialmente mi fece rallentare l’andatura, che non è mai stata sveltissima! Poi con un poco di raziocinio, ricordai i discorsi fatti nel circolo e pensai che mi avessero fatto uno scherzo, e che chissà dove erano nascosti per farsi quattro risate alle mie spalle, continuai a camminare come se niente fosse, superai il mucchio di pietre anche se con un leggero timore. Non accadde niente! Non ho indagato il giorno dopo per sapere se era effettivamente una burla organizzata, nessuno mai me ne ha accennato successivamente e resto nel dubbio.

Sicuramente vi chiederete cosa c’entra tutto questo con, storia e leggende, eppure c’entra! Abbiamo parlato di uno “spirito”, un fantasma che uscirebbe in Via Di Salvatore, vi pongo una domanda: in genere, dove si pensa che escono i fantasmi? Sicuramente dove si trovano i morti! Lasciamo il discorso incompiuto, lo riprenderemo, e parliamo della campana di San Felice: più di un secolo fa, il proprietario di un terreno in località “Santu Felice”, fece dissodare il terreno che non era produttivo, per la presenza di pezzi di tufo e “ciscarene”, che non permettevano al terreno di fruttificare, grande fu la sua sorpresa allorquando dal terreno spuntò fuori una campana! Si proprio una campana di chiesa, di quelle che chiamano a raccolta i fedeli per la messa, che suonano a morto per accompagnare una persona che non c’è più nel suo ultimo viaggio terreno, che battono il passare del tempo, una campana insomma!

Chiediamoci: cosa ci faceva una campana in piena campagna? Non essendoci spiegazioni, il popolo decise che la campana si era staccata dal campanile di Monte Castello e “ruculiando” giù per la collina, fosse arrivata n’copp Santu Felice” senza rompersi! Con tutti i sassi o i perrune incontrati lungo la discesa, solo un miracolo le aveva consentito di arrivare a valle intatta. La spiegazione ovviamente è un’altra, ma quale? Proviamo a mettere insieme gli indizi e poi cerchiamo di tirare le somme: primo indizio: abbiamo una campana in piena campagna, altro indizio, le dicerie popolari parlano di spiriti che escono a San Felice; dove escono i fantasmi? Ovviamente dove ci sono dei morti, ma a San Felice mica c’è un cimitero! Però, ricordiamoci che nel medio evo i morti si sotterravano nei sotterranei delle chiese, ma non vi è traccia di chiese in quel luogo, ma andiamo a ritroso: nel 1116 il vescovo di Capua Sennede, emise un editto, con il quale creò la diocesi di Caserta, nell’editto che ha preso il nome di Bolla di Sennede, c’erano tutte le chiese che dalla diocesi di Capua, passavano alla neonata diocesi di Caserta, e se leggiamo le chiese di Morrone, accanto a San Petri (Santu Pietre) che non era ubicata dov’è adesso, a Santo Stefani, Santo Janni, San Luca, ed altre, scopriamo anche una che si chiamava  San Felicii! Allora vi era una chiesa con quel nome? E dove era posizionata’ in un posto dove scomparsa la chiesa vi è rimasto il nome della località: assodato che vi fosse una chiesa, che cosa è successo che è scomparsa anche nella memoria degli abitanti?

Doveva essere una chiesetta piccola, pertanto, cresciuta la popolazione si ebbe l’esigenza di edificare un’altra chiesa più grande, più bella e più centrale, e nacque quella dell’Annunziata in pieno centro. La nascita di una chiesa nuova e più a portata di mano, fece si che la gente, a mano a mano ha abbandonato quella di San Felice, il tempo e la mancanza di manutenzione, ha fatto il resto, la chiesa è crollata e col passare del tempo, è addirittura passata nel dimenticatoio, non lasciando traccia nei ricordi della popolazione, se non il mito degli “Spiriti”. Quando il proprietario del terreno dopo centinaia d’anni, decise di dissodare il terreno liberandolo da detriti che non permettevano di coltivarlo, non aveva la più pallida idea di poter trovare una campana nel suo terreno, come in effetti avvenne! Immaginiamoci la faccia che fece allorquando la vide apparire piano piano dal terreno!Non sappiamo che fine abbia fatto questo cimelio, purtroppo di quell’epoca restano solo dei racconti vocali e pochi anche questi, non sapremo mai per certo se ho colpito nel segno, ci restano solo gli spiriti, ma ormai non fanno più paura! Ormai passiamo con l’automobile e non sappiamo se i fantasmi corrono abbastanza veloce per raggiungere i guidatori, oppure arrancano come i cani che corrono dietro una macchina senza raggiungerla e poi si stancano e tornano indietro.

 
 
 
 
 
 
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