Passaggio Segreto

Passaggio segreto

Che genere di film preferite? c’è gente che ama i film d’amore, altri impazziscono per quelli di guerra, chi invece delira per quelli horror (questi veramente non li capisco!), chi non si perde un western, film che amo anche io, specialmente quelli di Sergio Leone: Per un Pugno di Dollari; Per qualche dollaro in più; Il buono, il brutto e il cattivo, che sono chiamati” la trilogia del dollaro”  ma la mia vera passione, lo confesso, sono quelli di avventura, specialmente le pellicole che conducono  alla scoperta di un tesoro!  Il protagonista, che non deve essere per forza un archeologo, accompagnato da una splendida ragazza, che sa tradurre tutti i geroglifici e conosce a menadito lingue scomparse, e qui mi soffermo un poco, possibile che questi fortunati fra tanti intelligentissimi scorfani, riescono sempre a beccare l’unica bella e capace scienziata del panorama scientifico? Ma andiamo avanti, questi due, l’uomo e la donna,  generalmente cominciano con un grosso conflitto personale, che però si capisce che li porterà a “votoliarsi” tutti e due nello stesso letto, verso la fine del film. Con loro vi è il solito cattivo, che cerca inutilmente di mettere il carico da undici e papparsi il tesoro, lasciando a bocca asciutta il bello e la bella.

I film generalmente cominciano con i due che traducono in pochi secondi, una tavoletta d’argilla o d’oro, sulla quale sono incise le coordinate del tesoro da trovare,. Inutile sottolineare che su quella tavoletta, fiori di scienziati, avevano perso anni e anni di studio, senza venirne a capo, ma giustamente se avessero trovato la chiave di lettura, non si sarebbe più fatto il film: proseguiamo nella trama dei film; dunque i nostri eroi hanno capito dove si trova il tesoro, basta solo andarlo a trovare. Non devono fare altro che schivare le pallottole sparate dal cattivo, ammazzare i serpenti velenosi che sempre il cattivo gli ha messo nel letto, volendo, anche gli scorpioni che gli camminano addosso, senza che facciano un movimento per evitare di essere punti, schivare gli adepti di una improbabile setta religiosa, che non vuole dare  loro la soddisfazione di arrivare al tesoro.

Dopo queste quisquilie, sono pronti: arrivano sul posto, ma vi è un ultimo adempimento da fare: trovare il passaggio segreto che conduce alla meta: ma non si arrendono, con uno stringato ragionamento, o con una fortuna maggiore di quella che ho avuto io nel vincere il cesto Natalizio, arrivano alla metà: una grande caverna e quando dico grande, immaginatevela più larga di Piazza Bronzetti. All’interno tutto quello che è ricchezza: cesti pieni di collane, un mare di rubini, smeraldi e diamanti, mucchi d’oro, montagne di monete d’oro, ci mancano solo le azioni delle compagnie petrolifere che non si deprezzano mai!

Insomma il regista fa una panoramica su tutto quel ben di Dio e voi pensate che potrebbe bastare per pagare tutto il debito Italiano, e ci resterebbero anche gli spicci per comprare Messi dal Barcellona!

Voi penserete che questi sono diventati più ricchi di Berlusconi, Agnelli e De Benedetti messi insieme? e invece no! Crolla tutto e i nostri eroi riescono a stento ad uscire senza rimetterci la vita, cosa che invece succede al cattivo, e gli sta bene! Poteva anche essere meno avido e più buono! Voi penserete che quelli iniziano una campagna di scavo per riappropriarsi del tesoro? Niente di più sbagliato! Si danno un bacio con il sole o la luna sullo sfondo, e vanno a consumare, abbandonando l’impresa!

Il passaggio segreto! Lo troviamo in molti film, anche in uno del Principe De Curtis, in arte Totò! Ma non rammaricatevi, anche noi a Morrone abbiamo questa diceria! Un passaggio segreto che dal palazzo Ducale, conduce ad una masseria abbandonata.

Molti anni fa, ho cercato di verificare la veridicità di questa esistenza; con l’aiuto di alcuni amici, non potendo partire da Palazzo Ducale, abbiamo pensato bene di iniziare il percorso dalla fine, ovverossia dalla Masseria di Pioppi!

Siamo partiti armati di scarpe adatte, pantaloni lunghi, falcetto e macete, ci mancava solo il siero antivipera. Non mi sentivo affatto Harrison Ford, solo perché i film di Indiana Jones non erano stati ancora prodotti, ovviamente con noi non avevamo neanche la scienziata bionda e bellissima, al suo posto c’era Giovanni Martino, non proprio un Adone.

Per arrivare alla  Massaria e Chioppe, bisogna seguire la strada dietro la villa di Largisi, dopo un centinaio di metri, si arriva ad un posto dove fu scoperta una tomba Romana con una moneta dell’imperatore Diocleziano, poi arrivare ad una radura, con una parete di tufo di fronte, avete presente palazzo Ducale? Ebbene pare che il tufo col quale è stato costruito provenga da questo posto. Si arriva dopo poche centinaia di metri alla “ Massarie e Chioppe”.

Il portale d’ingresso è enorme, segno di grande opulenza, si vedono ancora altri due ingressi parzialmente chiusi. Di fronte all’entrata una parete che faceva pensare ad una cappella, adesso non si vede più niente! La vegetazione ha coperto tutto!

Cercammo una apertura per verificare la possibile presenza del passaggio che la collegava a palazzo Ducale. Dopo una ricerca durata diversi minuti, trovammo delle scale che conducevano verso il basso, si dovettero usare falcetto e macete per disboscare l’ingresso, ma ci riuscimmo e ci avventurammo con ansia a scendere quelle scale. Dopo pochi gradini, arrivammo ad una stanza con delle enormi volte, ci batteva il cuore! La leggenda parlava di un passaggio enorme, che poteva essere percorso addirittura con una carrozza! e quel grande spazio poteva contenerne addirittura due appaiate!, continuammo l’esplorazione, da quello stanzone, si accedeva ad un altro altrettanto grande, così come il successivo! Ma…..niente corridoio verso palazzo Ducale! I tre stanzoni erano collegati fra loro ma niente altro! Abbiamo anche cercato la possibile presenza di un passaggio segreto che come nella tradizione, si aprisse premendo un determinato punto, niente da fare! Erano semplicemente delle cantine! Grandi enormi, che dimostravano quanto doveva essere stata importante quella masseria nel pieno del suo splendore, ma con Palazzo Ducale non avevano niente in comune!

Ci siamo rimasti male, sarebbe stato meglio continuare a sognare dell’esistenza di una via di fuga per i Duchi. la realtà spesso fa male, specie quando spazza via delle speranze lasciando il posto alle delusioni; inutile dire che non abbiamo nemmeno trovato traccia di un possibile tesoro! Mannaggia la miseria!

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