Storia (poco seria) di Castel Morrone

Storia (poco seria) di Castel Morrone

Storia (poco seria) di Castel Morrone

Castel Morrone, è una stupenda cittadina in provincia di Caserta, abitata da quasi quattromila persone, qualche centinaia di cani e di gatti, milioni di fichi d’india, e purtroppo senza nemmeno un camorrista. È meta in estate di un turismo di massa, da parte di mosche e zanzare, che una amministrazione comunale xenofoba, cerca di respingere!

Morrone è apparsa subito alla ribalta della storia! Infatti il suo clima mite, attirò oltre duemilacinquecento anni fa le fate, che costruirono un muro, cosi detto “muro delle fate” che qualche ignorante, vorrebbe fossero state le mura di cinta di una città sannita! Ma la nostra cittadina, è molto più antica! Difatti vi sono le testimonianze di due bombe atomiche cadute durante la guerra fra Atlantide, e gli abitanti del pianeta Yogurt, che si trova nella via Lattea; esattamente la Comola Grande e la Comola Piccola, due sprofondamenti di cento metri.  Al solito qualcuno a corto di idee, vorrebbe far nascere le due Comole, da un rubinetto lasciato aperto, con enorme fuoriuscita di acqua, che ha scavato sotto il terreno, facendolo crollare! Ora io mi domando: chi poi ha chiuso questo rubinetto visto che non scorre più acqua nelle Comole? E dove era situato, dato che a memoria d’uomo nessuno mai lo ha visto? E poi, vorremmo vedere la ricevuta della bolletta dell’acqua pagata! Altrimenti restiamo convinti del coinvolgimento nella guerra intergalattica. Deve essere avvenuto parecchie decine di migliaia di anni fa, dal momento che non vi sono più radiazioni, come testimonia la presenza di Gheppi e cornacchie, che nidificano nelle rocce a strapiombo della Comola Grande senza pagare affitto.

Dopo un lungo periodo di pace, nel periodo in cui Roma governava il mondo,  durante il quale, i cittadini di Morrone, si dedicavano a fare la gara del solco, e a guardare Pippo Baudo e Mike Buongiorno in televisione, arrivò un tempo in cui i Morronesi dovettero rifugiarsi su Monte Castello, perché gli abitanti dei Castelli vicini, e i pirati arabi che venivano a visitare le nostre città (allora non vi erano restrizioni per gli extracomunitari, tutti potevano venire senza nemmeno il permesso di soggiorno!), avevano sempre voglia di giocare, del resto un gioco stupido! a chi veniva toccato, toglievano gli euro e la roba da mangiare! Solo che nella foga del gioco, spesso toglievano anche la vita! Per questa ragione, i Morronesi si nascondevano, non volendo partecipare al gioco!

Nel 1860 un certo Peppe Garibaldi, per allontanarsi dalla moglie, organizzò una crociera nel meridione, ebbe un tale successo, che dovette affittare due piroscafi per fare entrare tutti i crocieristi! La società Ruba…ttino, (il nome la dice lunga!) che glieli aveva affittati, gli fece un bidone, perché uno dei due piroscafi, affondò quando giunsero a Marsala! Per questa ragione, dovettero proseguire a piedi. Quando arrivarono a Caserta, Garibaldi si fermò a visitare Palazzo Reale, mentre Bronzetti con duecentocinquanta compagni, venne a Morrone per ammirare i solchi illuminati, di cui aveva sentito tanto parlare da Massimo D’Azeglio e da Edmondo De Amicis, solo che il sette settembre, giorno in cui vengono illuminati i solchi, era già passato! E disdetta, il maggiore Nicoletti dell’esercito borbonico, aveva avuto la sua stessa idea! Si scontrarono alle pendici del Castello, perché non erano d’accordo su quale era il solco migliore! Il guaio grosso, è che non ci è stato mai tramandato quale solco fosse stato premiato, ne la Cnn, ne la Rai e neppure Teleluna, aveva mandato una troupe a riprendere la tracciatura dei solchi!

Nel 1943 i Tedeschi e gli Americani, scommisero a chi sarebbe stato capace di buttare giù il maschio del castello sul monte omonimo, la sfida finì in pareggio, perché i tedeschi lo colpirono con una cannonata, e gli Americani si fecero esplodere una mina sotto i piedi, che i tedeschi avevano dimenticato di togliere prima di passare dall’altra parte del Volturno.

Qualche giorno dopo la festa dell’otto settembre 1943, un signore che aveva bisogno di un paio di  scarpe, perché le sue se le era rotte per andare alla processione su Monte Castello, poiché a Morrone non si vendevano, ammazzò un tedesco e gliele tolse, tanto non gli servivano più. Gli amici del morto, per farsi pagare le scarpe, riunirono trecento persone e le fecero camminare fino a Caiazzo, per vedere chi aveva preso quelle calzature, non lo scoprirono e quindi poche per volta, le rilasciarono tutte.

Nel 1970 un uomo che si era convertito alla religione della palla a spicchi, pare si chiamasse Gianni Maggiò, edificò un tempio dedicato a San Basket, dove ancora adesso, migliaia di persone vanno a pregare la domenica pomeriggio, aspettando che si ripeta il miracolo avvenuto nel 1991.

Qualche anno dopo, nacque la sagra del fico d’india  che grazie al cielo, vive ancora, cosi come il cannolo alla crema di fico d’india, e che Dio conservi lungamente in vita colui che lo creò.

 
Attività